di Rita Querzè
Ridotta la produzione in Italia a da 3,6 a 3,2 milioni di pezzi l’anno. Il sito di Cerreto d’Esi (Ancona) dove si producono cappe passerà di mano. Il gruppo svedese farà 100 milioni di investimenti nella durata del piano industriale
Firma di mezzanotte per l’accordo sugli esuberi in Ectrolux. Si parla di 918 uscite volontarie in 3 anni, di cui 406 operai e 512 impiegati. Un risultato importante se si pensa che i licenziamenti annunciati erano 1.719. Gli incentivi all’esodo arriveranno fino a 95 mila euro, commisurati all’anzianità di servizio.
Resta destinato alla chiusura lo stabilimento di Cerreto d’Esi, dove si producono cappe. Ma Electrolux garantirà la continuità produttiva gestita con ammortizzatori sociali fino all’individuazione di un investitore per reindustrializzare del sito. Le persone in ballo qui sono 149. A Porcia, vicino a Pordenone, l’impegno è a mantenere circa il 70% della produzione di lavasciuga. La produzione a regime complessiva a regime in Italia sarà di 3,2 milioni di pezzi, con 100 milioni di investimenti da parte di Electrolux nel corso del Piano industriale 2027-2029. Oggi si producono 3,6 milioni di pezzi.
I sindacati e la concorrenza cinese
Qualora le uscite superassero gli esuberi concordati (918) c’è impegno




