La tragedia di Crans-Montana ha segnato i festeggiamenti di Capodanno con decine di giovani vittime in un locale affollato (al momento il bilancio è di 47 morti e 112 feriti), in una delle località sciistiche più rinomate della Svizzera. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme e le difficoltà di evacuazione hanno reso evidente quanto sia fragile la gestione del rischio in spazi con alta densità di persone. L’evento richiama con forza l’attenzione sui requisiti antincendio necessari per proteggere la vita delle persone all’interno di attività di intrattenimento e spettacolo, anche e soprattutto in Italia, dove esistono norme severe, ma il loro rispetto reale può risultare insufficiente in condizioni critiche. Regole che non possono essere viste come formalità, ma come strumenti ineludibili per proteggere vite umane.

Uscite d’emergenze, che devono esempre essere ben segnalate
Cosa è andato storto a Crans-Montana
Il locale interessato dalla tragedia era un bar, non una discoteca, Le Constellation, ma l’alta concentrazione di persone e la presenza di percorsi stretti hanno reso critica l’evacuazione. L’incendio sarebbe stato innescato dalle scintille di candele poste su bottiglie di champagne, portate ai tavoli dai camerieri, che hanno contattato il controsoffitto non ignifugo. Video e testimonianze mostrano




