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Crans-Montana, le prove sparite e lo scaricabarile: video cancellati e una vittima trasformata in colpevole

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Nell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana spariscono i video di 250 telecamere. Ritardi della Procura e dichiarazioni shock di Moretti accendono nuove polemiche

Nell’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana, il problema non è solo ciò che è accaduto nella notte dell’incendio, ma ciò che è scomparso dopo. Prove non acquisite in tempo, materiali cancellati automaticamente, decisioni rinviate. Un accumulo di ritardi che oggi pesa come un’ipoteca sulla ricostruzione dei fatti e che spinge le parti civili a parlare apertamente di indagini compromesse.

Le 250 telecamere e il paradosso delle regole ignorate

Crans-Montana è uno dei comuni svizzeri con il più alto livello di videosorveglianza. Dal 2006 sono attive circa 250 telecamere, presentate dalla stessa polizia locale come uno strumento chiave per garantire sicurezza e alti tassi di risoluzione dei reati.

Eppure, proprio quelle immagini oggi non esistono più.

Secondo quanto rivelato dalla Neue Zürcher Zeitung, gran parte dei filmati della notte della strage e del giorno successivo è stata cancellata. La polizia è riuscita a recuperare solo i video girati tra la mezzanotte e le 6 del mattino del 1° gennaio, mentre tutto il materiale precedente e successivo è stato eliminato automaticamente una settimana dopo l’incendio.

Il comandante della

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