di Francesco Ciampi e Beatrice Luceri*
In tre punti, le strategie per rendere gli studi e le ricerche di management più efficaci per le imprese e il sistema Paese in un momento di grandi trasformazioni
Recentemente si è riaperto il dibattito sulla rilevanza delle ricerche degli studiosi di management. La questione non interessa solo la comunità accademica: riguarda la capacità del sistema paese di comprendere e governare trasformazioni profonde, che investono il sistema socio-economico nel suo complesso. Ci interroghiamo su quanto i nostri studi producano un impatto reale e rilevante sul mondo delle imprese e sulla società. I livelli di mutevolezza e complessità dei fenomeni che ci troviamo oggi a studiare sono senza precedenti. Ciò ci spinge a riflettere sulla validità degli approcci teorici e metodologici consolidati e sulla necessità di sviluppare nuovi paradigmi, capaci di interpretare in modo adeguato i cambiamenti in atto. La rivoluzione dell’intelligenza artificiale, ad esempio, richiede nuove capacità di leggere i rischi delle nuove tecnologie e di governare in modo consapevole e rigoroso i processi di integrazione del grande potenziale di tali tecnologie nelle strategie aziendali.
Nuovi paradigmi
Al tempo stesso, la sempre maggiore attenzione sociale al tema della sostenibilità richiede lo sviluppo




