Home / Economia / «Così aiuto i pensionati stranieri a stabilire il loro buen retiro in Piemonte. I giovani? In pochi scelgono Torino, al massimo i nomadi digitali»

«Così aiuto i pensionati stranieri a stabilire il loro buen retiro in Piemonte. I giovani? In pochi scelgono Torino, al massimo i nomadi digitali»

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di Mattia Aimola

Mariella Bonelli è una relocation concierge: «Nelle Langhe arrivano molti olandesi mentre su Torino il quadro è più variegato. Io spesso vengo coinvolta da notai e agenzie immobiliari nelle procedure burocratiche»

«Pochi giovani: la maggior parte di chi si trasferisce qui è in pensione». Parola di Mariella Bonelli, professionista specializzata nell’aiutare gli stranieri a «ricollocarsi in Piemonte». Nel gruppo Facebook «Expats in Turin» ci sono circa 13 mila iscritti, una comunità vivace fatta di persone che a Torino vivono, lavorano o stanno provando a costruirsi una nuova vita. C’è chi cerca un compagno per una gita fuori porta, chi un dog sitter, una coppia francese in cerca di casa, e chi ha bisogno di aiuto con la lingua o la burocrazia. Spesso è proprio da queste prime interazioni che prende avvio il percorso di chi decide di trasferirsi in Piemonte.

Nel Cuneese e nel Torinese

A intercettare questi bisogni è Mariella Bonelli, una relocation concierge che da anni accompagna gli stranieri nel trasferimento. Il suo lavoro si muove tra la provincia di Cuneo e l’area torinese, due territori che attraggono profili diversi ma accomunati da un obiettivo: cambiare vita.
«Io non vedo moltissimi giovani altamente qualificati

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