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Cosa succede se Santanchè non si dimette? Revoca impossibile, il precedente di Mancuso

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di Monica Guerzoni e Valentina Santarpia

L’ipotesi di revoca delle deleghe da parte del presidente della Repubblica su richiesta del presidente del Consiglio non è percorribile. Resta la mozione di sfiducia

Braccio di ferro tra governo e la sua ministra al Turismo. Nonostante la gelida nota di palazzo Chigi- che «auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale (di Bartolozzi e Delmastro, ndr), analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanché»- la ministra Daniela Santanché non sembra intenzionata a presentare le sue dimissioni: «Domani il ministro Santanchè sarà regolarmente in ufficio: tutti gli appuntamenti sono confermati», recitava il comunicato di ieri sera. 

E allora? Cosa potrebbe succedere adesso?

La revoca (non percorribile)

In queste ore di tormenti per il governo, tanti si domandano quali strumenti abbia Palazzo Chigi e se sia possibile un intervento del Quirinale.
A norma di Costituzione, articolo 92, il presidente della Repubblica nomina (con decreto) i ministri, su proposta del presidente del Consiglio. Ma se in molte democrazie parlamentari alla proposta di nomina corrisponde la possibilità per il premier di proporre al capo dello Stato la revoca di un ministro, da noi questa strada non è percorribile. Come spiega il costituzionalista

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