
Tassa di soggiorno, responsabilità ai gestoriLa Cassazione ha stabilito che i gestori di strutture ricettive sono responsabili d’imposta per la tassa di soggiorno: devono versarla al Comune anche se il cliente non paga, con diritto di rivalsa sull’ospite. In caso di omissione scattano sanzioni fino al 30% e le controversie spettano al giudice tributario, non alla Corte dei conti. La qualifica fiscale vale anche retroattivamente, quindi non si configura il reato di peculato per fatti precedenti al 2020. Restano obblighi dichiarativi annuali e adempimenti precisi. L’imposta può essere istituita solo dai Comuni riconosciuti come località turistiche o città d’arte e va destinata a servizi, patrimonio e sviluppo del territorio.




