Home / Esteri / Cosa resta dei vertici del regime di Teheran? I tre fratelli Larijani, il negoziatore «apocalittico», i generali odiati dagli oppositori: ecco chi potrebbe prendere il potere

Cosa resta dei vertici del regime di Teheran? I tre fratelli Larijani, il negoziatore «apocalittico», i generali odiati dagli oppositori: ecco chi potrebbe prendere il potere

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di Andrea Nicastro

Nonostante i colpi inferti al potere, sono ancora tanti i nomi delle seconde linee pronti a prendere il posto dei leader uccisi. L’erede di Larijani potrebbe essere l’«apocalittico» Said Jalili, ex capo negoziatore sul nucleare

DAL NOSTRO INVIATO
GERUSALEMME – Morta una Guida Suprema se ne fa un’altra, il figlio. Morto un Larijani ce ne sono altri tre pronti a prendere il suo posto, i «baradar» (fratelli, in lingua farsi). 

Uno è Sadegh Amoli Larijani che è stato il più giovane capo del sistema giudiziario, anello di congiunzione tra bazarì (i commercianti) e la struttura burocratico-religiosa-militare che tiene prigioniero l’Iran. Ha il turbante bianco del religioso che non vanta ascendenze familiari sino al Profeta Maometto, ma ha comunque buone possibilità di succedere a Mojtaba Khamenei se dovesse uscire di scena anche lui. Sadegh non si tirerebbe indietro. Il secondo dei fratelli è Mohamed Javad Larijani, consigliere dell’ex Guida Suprema e cerbero del fantomatico Comitato dei diritti umani del Paese. La sua fama è di chi preferisce non apparire, il consigliori avrebbe detto Marlon Brando nel Padrino. Il terzo è Bagher Larijani, la pecora nera, trascinato verso l’alto dalla bravura degli altri.

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