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Cosa mangia Serena Brancale tra ragù di «brasciole», crudo barese e i rituali pre-concerto con vino rosso e zenzero

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di Valentina Tessera

In gara con «Qui con me», l’artista pugliese celebra le radici: orecchiette con le cime di rapa, lumache al sugo e polipetti crudi (mangiati anche in Asia)

Per la seconda edizione consecutiva e per la terza volta in assoluto, Serena Brancale torna a calcare la scena del Festival di Sanremo 2026, in gara con il brano «Qui con me» — una ballata soul pop intensa e personale — presentato martedì 24 febbraio, durante la prima serata della kermesse musicale. Ieri, 27 febbraio, l’artista barese è salita di nuovo sul palco per l’appuntamento dedicato alle cover e ai duetti, interpretando «Bésame Mucho» al fianco di Gregory Porter e della cantautrice siciliana Delia.
Brancale si è resa nota al grande pubblico con la canzone «Baccalà» (2024) — evocazione di un immaginario gastronomico decisamente pugliese — ma non è certo questo l’unico filo che la lega alla amatissima cucina della sua terra. Nel corso di vari dialoghi e incontri con i media, la cantante ha spesso condiviso le proprie usanze a tavola e i piatti che più la rappresentano. 

In pole position le orecchiette con le cime di rapa, vessillo culinario della sua regione d’origine. Subito dopo il ragù di «brasciole»,

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