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Cosa farà l’AfD ora, in Sassonia-Anhalt? «Pronti a governare, non a snaturarci»: le tre strade possibili

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di Mara Gergolet

Patto con i moderati, appoggio rossobruno o ricorso ai transfughi

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BERLINO – Alice spinge, Ulli frena. Questo è almeno il gioco delle parti che i capi dell’AfD mostrano in pubblico il giorno dopo la grande euforia. «Caro Ulli, sei il successo della Sassonia-Anhalt», esordisce Alice Weidel di prima mattina davanti ai giornalisti. «La gente vuole un cambiamento politico» e, secondo la leader nazionale dell’AfD, «il partito accoglie il mandato di governare».

Il vincitore, però, sembra più cauto. È stato il trascinatore della campagna elettorale, il candidato che ha mobilitato le masse, che ha portato a votare 150mila elettori che non andavano ai seggi da tempo immemorabile: uno su quattro tra quelli che gli hanno dato fiducia. Però governare è un altro paio di maniche. Siegmund ripete ciò che aveva detto domenica: l’AfD lo farà, «ma soltanto a patto di restare fedeli a noi stessi, di non snaturarci». Non si rimangerà le principali promesse, niente «compromessi» sulla sicurezza e l’immigrazione. Gli eventuali partner in Sassonia-Anhalt devono accettare i suoi punti «al cento per cento».
 
Quanto a lui, si presenterà al Landtag — al parlamento regionale — «solo se ci sarà una maggioranza stabile» in

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