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Corte Suprema, Dompé: «Le aziende che hanno investito negli Usa non possono tornare indietro»

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Il presidente del Gruppo Dompé: «Molte case farmaceutiche hanno avviato importanti piani di investimento negli Stati Uniti. Non sono scelte su cui si torna indietro dall’oggi al domani»

«Serve grande prudenza, perché il contesto è ancora molto incerto», dice Sergio Dompé, presidente dell’omonima azienda farmaceutica, un gruppo che nel 2025 ha raggiunto 1,7 miliardi di euro di fatturato.

La bocciatura dei dazi da parte della Corte Suprema è una buona notizia o apre a nuovi rischi, visto che Trump minaccia nuovi dazi del 10%?

«Gli equilibri tra poteri negli Stati Uniti sono estremamente complessi. C’è sempre la possibilità che lo scenario cambi di nuovo. La Casa Bianca può trovare vie legali alternative, come già dice di voler fare. I dazi non ci piacciono, ma è presto per trarre conclusioni».

L’amministrazione Trump ha fatto accordi individuali con le aziende farmaceutiche per gli investimenti negli Usa e per ottenere una riduzione dei prezzi. Potrebbero essere rimessi in discussione?
«Con la presidenza Trump c’è stata una netta accelerazione in questa direzione. Molte case farmaceutiche hanno avviato importanti piani di investimento negli Stati Uniti e alcuni di questi progetti sono già in fase di progettazione, costruzione e sviluppo. Non sono scelte su cui si torna indietro dall’oggi

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