
Gli azzurri valutano diversi profili in caso di addio del tecnico del quarto scudetto: l’oriundo ex Juve è il preferito degli azzurri, ma in corsa ci sono anche Italiano e Grosso
Salvatore Malfitano
7 aprile – 22:07 – MILANO
Dieci anni dopo, il ritorno di Antonio Conte sulla panchina dell’Italia non è da escludere. Non l’ha fatto né l’allenatore (“Se fossi nella Federazione, mi considererei”) né tantomeno Aurelio De Laurentiis, che si è detto disposto a lasciarlo partire se servisse a risollevare le sorti della Nazionale. Spirito di collaborazione nei confronti del calcio italiano, certo, ma è anche la prospettiva di risparmiare un ingaggio piuttosto oneroso a far cogliere gli aspetti utili di un addio che sarebbe comunque un po’ sofferto. Conte ha riportato il Napoli sulla vetta d’Italia, ha vinto uno scudetto e una Supercoppa e ha alla portata la qualificazione in Champions League. Il percorso nella massima competizione europea è probabilmente l’unico lato in cui non è stato all’altezza delle aspettative. Ma ciò che lascerebbe sarebbe sicuramente superiore.
THIAGO MOTTA IN CIMA—
A ogni modo è chiaro che, mentre prima era soltanto una buona strategia




