
I campioni d’Italia falcidiati dagli infortuni: tante le cause, a cominciare dal calendario ingolfato. Ma probabilmente serviva anche un maggiore utilizzo dell’organico, soprattutto a inizio stagione
Alessandra Vaccaro
1 febbraio – 19:20 – MILANO
Squadra che vince non si cambia, potrebbe essere il motto di Antonio Conte. L’allenatore del Napoli, infatti, si sa, è restio a fare turnover. Non da quando siede sulla panchina azzurra, Conte è sempre stato guidato dalla tendenza a scegliere un undici titolare che l’avrebbe accompagnato per l’intera stagione. Salvo infortuni, gravi. Ecco, è stata proprio questa la variabile del suo secondo anno in azzurro.
il centrocampo—
Se la sua prima al Napoli è stata costellata da infortuni muscolari al soleo (6 giocatori colpiti), ma solo da un impegno settimanale che gli ha fatto tenere fede al mantra “squadra che vince non si cambia”, quest’anno è iniziato con premesse ben diverse: più profondità di rosa e anche più partite. Eppure qualcosa è andato storto. L’idea iniziale era il 4-3-3, ma già dal ritiro pre campionato Conte ha lanciato segnali di fedeltà al suo credo calcistico: mettere in campo i migliori, che ha significato




