
di Redazione Politica
Il presidente del Movimento 5 Stelle sostiene che la cultura woke non possa «costituire l’ossatura ideologica di una forza progressista». Segue la linea Matteo Renzi, leader Iv: «Un’ubriacatura che fa male alla sinistra»
La sinistra sembra concentrata sulla cultura woke, in difficoltà nel mettere a fuoco i veri problemi del Paese: le diseguaglianze socio-economiche. Una riflessione che Giuseppe Conte, leader del M5S, affida a una lettera pubblicata su Repubblica: «La cultura woke può costituire l’ossatura ideologica di una forza progressista? Ne dubito. È diventata una sorta di religione morale autoreferenziale e per una forza progressista sarebbe un grave errore di strategia politica confidare su di essa per costruire un’efficace azione politica».
Il pensiero «woke» («sveglio», «consapevole») promuove l’attenzione su razzismo, sessismo, diritti Lgbtqia+ e disuguaglianze. Tutto quello che una sinistra progressista sente di tutelare, anche se il termine è usato anche per indicare l’eccesso di politicamente corretto. Giuseppe Conte ne ribadisce gli effetti positivi: «Ha spinto ad allargare il concetto di giustizia, ad adottare un linguaggio più rispettoso, ha contribuito a creare spazi simbolici e pratiche di riconoscimento che si sono diffuse nei luoghi di lavoro, nelle università, nei media». Ma ne evidenzia «alcuni eccessi…




