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Consumi in calo e troppi stock: perché gli espianti non sono la risposta per il vino italiano

Il calo dei consumi di vino è un dato strutturale, non una parentesi congiunturale. Eppure, di fronte all’aumento degli stock e alle difficoltà di mercato, la tentazione è sempre la stessa: ridurre le superfici come se bastasse togliere vigneti per rimettere in equilibrio il sistema. Il Pacchetto vino Ue 2026, introducendo la possibilità di finanziare gli espianti al 100% con fondi comunitari, riporta al centro una vecchia scorciatoia già vista in passato. Una misura che divide il settore e che, secondo Uiv e Fivi, rischia di spostare risorse preziose da promozione, investimenti e sviluppo dei mercati verso interventi irreversibili, spesso incapaci di risolvere i problemi strutturali del vino europeo. Mentre in Francia e California si estirpano vigneti e si protesta in piazza, l’Italia rivendica un approccio diverso: meno tagli lineari, più governo della produzione, qualità e visione industriale.

Calo dei consumi e vino invenduto: come le cantine si stanno adattando

Il settore vitivinicolo mondiale si trova in una fase di forte trasformazione. Il calo dei consumi, evidente in molti mercati, ha portato a un aumento dei volumi di vino invenduto e, in alcune zone, a grappoli rimasti sulle piante. Le cantine stanno facendo i conti con un’offerta superiore alla domanda,

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