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Conseguenze di un ictus: le prevede un semplice esame elettro-encefalografico

di Cesare Peccarisi

Monitorando (anche con l’intelligenza artificiale) tempi e possibilità di recupero si possono impostare terapie riabilitative personalizzate per aiutare anche i pazienti con situazioni più difficili

Con un «semplice» esame elettro-encefalografico, in sigla EEG, è possibile prevedere quali e quanto gravi saranno le conseguenze di un ictus, evenienza che riguarda tre quarti dei pazienti che ne sono colpiti.

Uno studio di ricercatori italo-svizzeri delle Università di Pisa, Firenze, Milano e Losanna, diretti da Michael Lassi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, appena pubblicato su APL Bioingeegnering, ora dà concretezza clinica all’idea «partorita» l’anno scorso su Neuroriabilitation & Neural Repair dai ricercatori di Cagliari, Genova, L’Aquila e Trieste diretti da Pietro Caliandro del Gemelli di Roma.

La messa a terra strumentale della previsione EEGrafica che avevano formulato Caliandro e collaboratori si avvale ora dell’intelligenza artificiale che, con un sistema chiamato StrokeRecovNet, analizza i tracciati elettroencefalografici sulla base di 221 marker elettrici cerebrali prevedendo i tempi e il tipo di recupero funzionale che verrà dopo la fase acuta in modo da indicare come impostare la giusta riabilitazione fisioterapica post-ictus e il corretto trattamento farmacologico.

L’esame degli arti 

Per il momento i ricercatori italo-svizzeri che hanno ideato il metodo si

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