
di Paolo Picone
Ogni anno lasciano la regione dai 30 ai 40 mila tra diplomati e laureati. Il governatore: modifiche alla legge dopo l’intervento della Consulta
La Campania continua a crescere, ma rischia di perdere la sua risorsa più preziosa: i giovani. È l’allarme lanciato dal segretario generale della Uil Campania Giovanni Sgambati che, aprendo ieri alla Stazione Marittima di Napoli il XIV Congresso regionale del sindacato, ha indicato come priorità assoluta la necessità di fermare l’emorragia di competenze che ogni anno lascia il Mezzogiorno.
«L’obiettivo più urgente è quello di dimezzare da subito la perdita di 30-40mila giovani all’anno», ha detto Sgambati davanti ai delegati arrivati da tutta la regione per la due giorni congressuale che oggi si chiuderà con la probabile riconferma dello stesso segretario alla guida della Uil Campania alla presenza del leader nazionale Pierpaolo Bombardieri che interverrà per le conclusioni.
Il tema della fuga dei giovani si intreccia inevitabilmente con quello dello sviluppo industriale. Una sfida che riguarda da vicino l’automotive, l’aerospazio, la cantieristica, il ferroviario e tutte quelle filiere che negli ultimi anni hanno consentito alla Campania di crescere più della media del Mezzogiorno.
A raccogliere il messaggio è stato il presidente della Regione




