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«Confini sottili»: la fragile armonia tra comunità indigene e specie a rischio estinzione in mostra

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di Silvia Morosi

Dal 2 al 21 aprile al Bioparco di Roma sono esposti gli scatti più significativi di Luca Catalano Gonzaga, che attraverso cinque reportage racconta il rapporto quotidiano tra comunità locali e specie in pericolo

In una radura della foresta di Dzanga-Sangha, in un angolo selvaggio e primordiale, si ritrovano ad abbeverarsi – osservandosi da lontano – elefanti di foresta, bonghi e bufali. Un’immagine che sembra estrapolata da un quadro, immortala dal fotografo e documentarista Luca Catalano Gonzaga. È lui a firmare la mostra «WILDLIFE AND COMMUNITIES BONDS – Confini sottili», che il Bioparco di Roma organizza dal 2 al 21 aprile, in occasione dei 60 anni di attività del WWF Italia. Attraverso il suo obiettivo, il pubblico è invitato a esplorare la complessa e delicata armonia che lega le comunità indigene ad alcune delle specie animali più iconiche e minacciate del Pianeta.

A essere esposti alcuni degli scatti più suggestivi di cinque reportage, realizzati in cinque luoghi simbolo tra Italia e mondo: la foresta di Dzanga-Sangha nella Repubblica Centrafricana, dove i Baka, pigmei custodi di tradizioni antiche, vivono accanto ai gorilla; il Bhutan, tra le tigri elusive e gli elefanti che varcano i confini dei parchi; il

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