di Redazione Economia
Il decreto fiscale del 27 marzo «taglio del 65% del credito d’imposta 5.0 e penalizza le imprese», secondo Confindustria. Il governo intende avviare un tavolo con le categorie produttive
Il decreto fiscale approvato dal Cdm e pubblicato venerdì 27 marzo in Gazzetta Ufficiale «introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025». È quanto dichiara il vicepresidente di Confindustria per le politiche industriali e il made in Italy, Marco Nocivelli, spiegando che il testo prevede un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto. «Una decisione che ricordiamo ha effetti retroattivi — sottolinea — e lede il principio del legittimo affidamento penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso».
La fiducia delle imprese
Secondo Nocivelli, questa mossa «penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso». A novembre scorso, ricorda, «avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le cosiddette imprese




