
di Donatella Tiraboschi
Sullo sfondo gli altri candidati. In corso anche la partita per il rinnovo del comitato Piccola Industria
È traslando lo storico motto di Enrico Cuccia «le azioni non si contano, si pesano», che si può leggere in filigrana uno dei leit motiv della corsa alla presidenza di Confindustria Bergamo, per il dopo Ricuperati. Nessun riferimento borsistico, piuttosto al peso del fatturato dell’azienda di riferimento del candidato. Perché, sottolinea qualcuno anche solo riferendosi ai «cugini» bresciani, quando in certe occasioni ci si siede con i «re del tondino» si guarda anche ai bilanci e alla realtà che ci stanno dietro.
In questa cornice, con la necessità di tornare a parlare di manifattura pur con un occhio di riguardo ai temi sociali, si innesterebbe la profilatura del futuro numero uno degli industriali in un momento in cui si sta per concludere la fase di consultazione dei tre ex presidenti, Ercole Galizzi, Stefano Scaglia e Carlo Mazzoleni (quest’ultimo, molto apprezzato per il suo spirito di servizio alla causa dell’associazione, dopo le vicende, per lui non facili, della Camera di Commercio). Gli ultimi colloqui esplorativi con gli associati sono in calendario per il 3 marzo, con i tre




