
Automotive, metallurgia, siderurgia e meccanica strumentale sono gli ambiti di maggiore concentrazione
In uno scenario ancora complesso per le PMI bresciane — caratterizzato da domanda debole, costi in crescita e forte incertezza macroeconomica — nel 2025 le prestazioni economiche più solide sono state registrate dalle imprese ben inserite in filiere e catene del valore strutturate. È quanto emerge dal report «La competitività delle filiere strategiche per le PMI associate – Innovazione e sostenibilità nelle PMI bresciane», realizzato dal Centro Studi di Confapi Brescia su un campione di cento piccole e medie imprese del territorio.
Lo studio rileva che quasi 7 imprese su 10 operano all’interno di una o più filiere strategiche e, in particolare, in quelle che rappresentano i perni dell’export e della produzione industriale bresciana. Automotive, metallurgia, siderurgia e meccanica strumentale sono gli ambiti di maggiore concentrazione. Nel corso del 2025, il 12% delle imprese è entrato in nuove filiere, mentre quasi due su dieci stanno valutando un ingresso nel 2026. Dal confronto tra imprese in filiera e non emerge un dato significativo: le realtà inserite in percorsi strutturati mostrano performance mediamente migliori e una maggiore propensione agli investimenti. Le imprese non inserite in filiera evidenziano, invece, un netto




