Home / Esteri / Come si è svolto l’attacco all’Iran: l’azione in pieno giorno, le 3 riunioni prese di mira, i bersagli «divisi». E il regime risponde con i raid nel Golfo

Come si è svolto l’attacco all’Iran: l’azione in pieno giorno, le 3 riunioni prese di mira, i bersagli «divisi». E il regime risponde con i raid nel Golfo

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di Guido Olimpio

L’operazione in pieno giorno: Israele prende di mira i leader, gli Stati Uniti il network missilistico. In tutto 500 obiettivi. Impiegati per la prima volta i droni-kamikaze. Possibile l’aiuto dell’opposizione interna

Ruggito del leone per gli israeliani, Furia epica per gli americani. Nomi diversi per l’operazione congiunta contro l’Iran, un «assalto» con due obiettivi immediati: degradazione dell’arsenale nemico, decapitazione — se possibile — della leadership per arrivare al cambio di regime. Risultati da raggiungere con una campagna prolungata.

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L’attacco

Donald Trump ha dato l’ordine da Mar-a-Lago, in Florida, ormai la sua capitale invernale. Al suo fianco, in una «stanza sicura», il segretario del Pentagono (e in questo caso della Guerra) Pete Hegseth e il capo di stato maggiore Dan Caine. Un’azione decisa dopo l’ormai scontato diversivo di concedere maggiore tempo ai negoziati, una ripetizione di quanto era già avvenuto durante il primo round bellico. La grande Armada inviata a fare da scudo, con la portaerei Ford nel Mediterraneo orientale e la Lincoln nel Golfo come piattaforma di attacco, più una flotta di unità navali (compresi sottomarini) schierate lungo tutto l’arco della crisi e centinaia di velivoli nelle

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