
Che sia per accomodare tanti bagagli o tanti passeggeri, i sedili posteriori scorrevoli permettono di ottimizzare lo spazio interno all’auto, aumentando significativamente i volumi di carico. Grazie ai binari su cui scorrono, le poltrone della seconda fila possono spostarsi ed adattarsi alle necessità di viaggio
Michele Floris
23 settembre – 15:36 – MILANO
Più volume nel bagagliaio, ma anche più spazio per le gambe dei passeggeri, senza stravolgere le dimensioni dell’auto. Sembra un’equazione impossibile, ma una soluzione c’è e consiste nei sedili posteriori scorrevoli. Questi, montati per la prima volta sulle auto negli anni Ottanta, permettono infatti di modificare a piacimento la configurazione del divano posteriore, decidendo di volta in volta se dedicare lo spazio ai passeggeri o al carico nel bagagliaio. Mentre le prime sperimentazioni in materia di sedili posteriori modulabili arrivarono dalle case giapponesi, a portare questa tecnologia in Europa fu Renault con la Espace del 1984, dotata di sedili adattabili ad ogni esigenza. Con la rapida diffusione delle poltrone modulabili tra le vetture monovolume degli anni Novanta, fu la Renault Twingo ad essere ricordata come la principale city car a montare la panchetta scorrevole




