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Come è fatta una nave porta Gnl: serbatoi, propulsione, chi le costruisce

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Circa un quinto del gas naturale liquefatto mondiale passa dallo stretto di Hormuz sopra metaniere con serbatoi criogenici a -162°C. Ecco come funzionano

Chiara Marchisio

2 aprile – 11:04 – MILANO

Circa un quinto del gas naturale liquefatto mondiale passa dallo stretto di Hormuz a bordo di enormi navi specializzate: le “Lng Carrier”, ovvero le navi porta Gnl o metaniere. Il punto più stretto di questo corridoio marittimo tra Oman e Iran, attualmente al centro della crisi geopolitica internazionale a causa del blocco imposto dall’Iran, è largo solo 33 chilometri. Un sistema di corridoi di navigazione permette anche alle navi porta Gnl più grandi, le Qatar-Max o Q-Max, lunghe 345 metri e larghe fino a 53,8 metri, di raggiungere il golfo Arabico e, appunto, il Qatar, il terzo paese per quantità di Gnl esportato dopo Stati Uniti e Australia. Qui le navi caricano gas naturale liquefatto nella zona industriale di Ras Laffan (nel caso delle Q-Max oltre 260.000 metri cubi alla volta, per le più piccole Q-Flex il carico si ferma a 215.000 metri cubi) per poi tornare nel mar Arabico. A differenza delle Q-Flex, le metaniere Q-Max

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