A Sant’Andrea di Compito, in provincia di Lucca, si sviluppa una delle esperienze più particolari nel panorama agricolo italiano: una piantagione di tè che ha superato la prova del tempo e del clima. Un progetto portato avanti da Guido Cattolica, che ha reso possibile osservare da vicino come il tè possa essere coltivato anche in Italia, con le dovute attenzioni e un lavoro costante di adattamento. La piantagione, descritta come la più antica del Paese, rappresenta un punto di riferimento per chi si occupa di sperimentazione agricola e, al tempo stesso, un caso che si inserisce in un racconto più ampio, dove agricoltura e cultura si intrecciano.

Albino Ferri (a destra) con Guido Cattolica
Tra romanzo e cinema, una storia che esce dai confini agricoli
A raccontare il contesto è anche Albino Ferri, che introduce il suo incontro con la piantagione e con il suo fondatore: «Sono a Sant’Andrea di Compito, nella più antica piantagione di tè d’Italia». Un luogo che, al di là della coltivazione, assume anche una dimensione narrativa e simbolica. La storia di Cattolica ha infatti superato i confini agricoli, diventando nel tempo un




