
di Ludovica Brognoli
La maggior parte sono donne (92,7%) e straniere (79,8%), l’età media è di 53,1 anni e la retribuzione media è poco più di 8 mila euro all’anno. La stima dell’irregolarità nel settore sfiora il 50%. È la fotografia del lavoro domestico scattata dal settimo Rapporto annuale dell’Osservatorio Domina
Nel 2024 le lavoratrici domestiche registrate all’Inps in Emilia-Romagna sono 69.866: la maggior parte sono donne (92,7%) e straniere (79,8%), l’età media è di 53,1 anni e la retribuzione media è poco più di 8 mila euro all’anno. Oltre il 54% proviene dall’est Europa, mentre le italiane sono un quinto. Aumenta anche il divario tra le badanti, di componente maggioritaria, e le colf, mentre la stima dell’irregolarità nel settore sfiora il 50%. È la fotografia del lavoro domestico scattata dal settimo Rapporto annuale dell’Osservatorio Domina, presentato ieri in viale Aldo Moro, alla presenza tra gli altri dell’assessora al welfare, Isabella Conti.
In Emilia-Romagna 220 mila persone non autosufficienti
La relazione mette in evidenza anche che le lavoratrici domestiche sono in calo: dal 2021 il numero complessivo è diminuito del 9% per le badanti, con una flessione più accentuata per le colf (-32,1%). L’analisi si concentra anche sui




