
Adeguamento all’inflazione dell’1,4% sui contributi Inps: rincari di pochi euro in più all’anno, nuovi importi da gennaio, prima scadenza ad aprile e addio ai bollettini cartacei
Aumenta, seppur di poco, il costo del lavoro domestico per le famiglie italiane. Per colf, badanti e babysitter vengono aggiornati i contributi previdenziali, adeguati all’inflazione rilevata dall’Istat. L’aumento, dell’1,4%, fissa i nuovi importi orari validi a partire dallo scorso primo gennaio. Una revisione che non cambia le regole, ma che incide sui bilanci familiari e introduce una novità operativa importante: l’addio definitivo ai bollettini cartacei.
Colf, badanti e babysitter: perché aumentano i contributi nel 2026 e quanto costano in più
L’adeguamento dei contributi per colf, badanti e babysitter è una conseguenza automatica del meccanismo di indicizzazione all’inflazione. Si tratta in media di circa tre centesimi l’ora. Nel concreto secondo le stime, una famiglia che assume cono contratto a tempo indeterminato una badante per 24 ore settimanali, spenderà poco più di 35 euro in più all’anno rispetto al 2025. Per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato sotto le 25 ore settimanali restano tre fasce contributive, legate alla retribuzione oraria effettiva. Fino a 9,61 euro l’ora il contributo complessivo sale a 1,70 euro; tra



