
Un report di Europol svela come le reti criminali abbiano spostato il traffico di cocaina dai grandi porti al mare aperto. Consegne offshore, occultamenti chimici e rotte frammentate trasformano Italia e Spagna nel nuovo corridoio mediterraneo del narcotraffico europeo.
Il traffico di cocaina verso l’Europa non conosce battute d’arresto. Al contrario, evolve più rapidamente dei sistemi di controllo messi in campo dagli Stati. A certificarlo è l’ultimo report Spotlight di Europol, che descrive una trasformazione profonda dei modi operandi delle organizzazioni criminali: meno container nei grandi porti, più mare aperto, più occultamento chimico e una frammentazione sistematica delle rotte. La stretta nei principali hub logistici del Nord Europa – Anversa, Rotterdam, Amburgo – ha ridotto l’efficacia dei traffici tradizionali, ma non il volume complessivo di cocaina importata. Le reti criminali hanno reagito spostando il baricentro operativo: aggirare i porti commerciali è diventata una priorità strategica. Il mare non è più solo una via di transito, ma una piattaforma criminale autonoma, dove avvengono trasferimenti, stoccaggi temporanei e operazioni di consegna. Il report documenta un uso sempre più diffuso delle navi madri, che trasportano carichi di cocaina dall’America Latina senza mai attraccare in Europa. La droga viene trasferita in alto mare




