
di Paola De Carolis
Con senso dell’umorismo, l’interprete lirico americano si prende gioco dei commenti negativi sul suo lavoro
LONDRA – Sulle note di Wagner al pianoforte, si staglia una voce potente che canta non i versi di Parsifal o Tristano, ma le parole dei critici: se la vendetta è un piatto da servire freddo, funziona anche su Instagram e Facebook, soprattutto se accompagnata da una generosa dose di comicità. Ecco, allora, il tenore americano Clay Hilley, 44 anni, uno dei principali interpreti della lirica tardoromantica, che con grande senso dell’umorismo e una vena di malizia fa suoi i commenti peggiori che ha ricevuto: «Una voce come un’affettatrice», canta, con addosso una camicia sgargiante e un cappello. Sembra pronto per la spiaggia, in realtà regala una magistrale interpretazione del tamburmaggiore di Wozzeck, opera di Alan Berg, abbinando allo spartito le parole del critico del Daily Mail, che con poca grazia si era chiesto perché la Royal Opera House avesse commesso «il grottesco errore di ingaggiare un tenore americano obeso».
A suo modo, Hilley non risparmia nessuno: non il critico francese che lo ha bocciato di recente («un’interpretazione semplicistica e priva di linee melodiche») o lo spagnolo secondo




