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Claterna, la birra agricola che parte dai campi e affina in legno

A pochi chilometri da Bologna, tra le prime propaggini collinari di Castel San Pietro Terme, il Birrificio Claterna ha costruito negli anni una propria identità legata in modo diretto alla terra. Il nome richiama l’antica città romana riemersa nell’area circostante, ma il progetto contemporaneo nasce dall’incontro tra esperienza brassicola e produzione agricola. La società agricola Mirri Piana ha avviato il percorso nel 2014 come beer firm, dopo le esperienze formative di Pierpaolo Mirri tra Finlandia e Birra Pedavena. Tre anni più tardi, nel 2017, è arrivato il passaggio all’impianto produttivo autonomo, segnando la trasformazione in birrificio agricolo a tutti gli effetti. Oggi accanto a Mirri ci sono anche Alice Bucci e Simone Lauteri.

Claterna, la birra agricola che parte dai campi e affina in legno

La produzione attuale di Claterna si attesta su circa 1300 ettolitri annui

La filiera corta come scelta produttiva

Attorno alla struttura produttiva si estendono circa quindici ettari di terreno coltivati a orzo e altre materie prime, cui si aggiungono frutta e botaniche impiegate in alcune ricette. Una parte significativa della produzione nasce così da una filiera interna, che lega la stagionalità agricola alle lavorazioni brassicole. La produzione attuale si attesta su circa 1300 ettolitri annui, distribuiti tra referenze in bottiglia,

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