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Clacson in città: una delle regole meno rispettate del Codice della Strada

imageCOSA DICE LA LEGGE

Spesso basta un secondo di troppo al semaforo o una manovra che non ci convince per farci mettere la mano al centro del volante e premere il clacson.

Così, lo strumento che dovrebbe avvisare in caso di pericolo diventa un modo per richiamare l’attenzione, dimostrare impazienza o far sapere agli altri automobilisti che non siamo d’accordo con il loto comportamento. Sono abitudini consolidate, al punto che per molti sono considerate del tutto normali e lecite.

Eppure il Codice della Strada dice qualcosa di diverso. L’articolo 156 disciplina infatti l’uso dei dispositivi di segnalazione acustica, spiegando che questi vanno usati “con la massima moderazione e solamente ai fini della sicurezza stradale”.

Nei centri abitati, la regola generale è il divieto di utilizzare il clacson, facendo un’eccezione per “i casi di effettivo e immediato pericolo”: il suono può servire, per esempio, ad avvertire un pedone che sta attraversando senza accorgersi dell’arrivo di un’auto o un conducente che sta per effettuare una manovra rischiosa.

Possono non rispettare il divieto anche i conducenti che trasportano feriti o ammalati gravi. In tutti gli altri casi, chi suona il clacson senza un reale motivo rischia una multa da 42 a 173 euro.