
di Matteo Sannicolò
È possibile che la maggioranza stia valutando una modifica al regolamento, per aggirare l’ostacolo dei «quattro quinti» che ha impedito la revoca. Piccoli: «Possibile». De Leo: «Forzatura»
Luca Filosi, capogruppo del Pd in consiglio comunale, l’ha chiarito subito: «La questione non sarà riproposta nell’immediato, ma cercheremo le forme più adatte per arrivare alla revoca della cittadinanza onoraria». Lasciando intendere la possibilità di mettere mano all’attuale regolamento pur di arrivare all’obiettivo: «Modificarlo prima del voto sarebbe stata una grave forzatura istituzionale, ma ciò non esclude che in futuro si possa intervenire». E allora la politica inizia a interrogarsi sulle prossime mosse, considerando l’accesissimo dibattito esploso tra le parti dopo la mancata revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.
Il regolamento
Martedì, infatti, la delibera in questione non è passata in consiglio comunale: servivano 32 voti favorevoli (i quattro quinti), ma ne sono arrivati solamente 28. Due gli astenuti, dieci invece i consiglieri che non hanno votato, appartenenti a Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Generazione Trento. Paolo Piccoli, presidente del consiglio comunale dal 2020 al 2025, preferisce non entrare nel merito della discussione, ma ragiona su quello che potrebbe accadere a livello tecnico e giuridico, qualora




