
La quotazione di Brent e Wti continua a salire, ma per ora a ritmi contenuti. Vola invece il gas. Anche alle pompe iniziano a vedersi i primi effetti della guerra e della chiusura dello stretto di Hormuz
Il prezzo del petrolio continua a crescere. Dopo l’aumento del 2 marzo, anche martedì 3 la quotazione di Wti e Brent è cresciuta con una variazione compresa tra il 7 e il 10%. Alle 12:30, ora italiana, del 3 marzo il greggio americano (Wti) si può acquistare a circa 77 dollari al barile, mentre per il Brent si sale a circa 84 dollari. Non si può ancora parlare di impennate, ma l’aumento rispetto a venerdì non è comunque banale: il 27 febbraio, infatti, il Wti si scambiava a circa 65 dollari al barile, mentre il Brent a circa 71 dollari (i prezzi riportati sono stati elaborati da Trading Economics). Se il prezzo del petrolio è in crescita, ma per il momento ancora relativamente contenuto, quello del gas “europeo” (l’indice Ttf) è invece schizzato: da venerdì 27 febbraio a martedì 3 marzo è infatti aumentato di oltre l’80%, arrivando a circa 65 euro per megawattora (MWh). Nella giornata precedente all’attacco guidato da Stati Uniti




