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Chiamò «depensante» e «inetto» un consigliere M5S, niente immunità per Sgarbi: dovrà pagare. Alex Marini: «Mi spiace per le sue condizioni»

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di Tiziano Grottolo

Il politico pentastellato: «Confido che questa notizia non aggiunga ulteriori preoccupazioni in un momento già così delicato». Nel frattempo il critico d’arte resta ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma

È servito l’intervento della Corte costituzionale per dirimere che andava avanti dal 2019 e vedeva contrapposti, Vittorio Sgarbi, deputato e presidente del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (Mart), e Alex Marini, all’epoca consigliere provinciale trentino del Movimento 5 Stelle. Quest’ultimo aveva infatti espresso una serie di critiche alla nomina di Sgarbi a presidente del Mart. Secondo il pentastellato, la carica era incompatibile con una precedente condanna penale per truffa aggravata ai danni dello Stato nei confronti di Sgarbi e del suo ruolo di parlamentare. Il critico d’arte aveva replicato attraverso un post su Facebook apostrofando Marini e un altro consigliere provinciale come «inetti» e «depensanti». Paradossalmente, era stato proprio Sgarbi a rivolgersi a un tribunale per chiedere un risarcimento di oltre 25 mila euro al consigliere grillino che lo aveva criticato. Il tribunale aveva però respinto la richiesta, accogliendo invece la domanda risarcitoria avanzata in via riconvenzionale da Marini. A quel punto Sgarbi aveva invocato l’immunità parlamentare, concessa nel 2025.

Le motivazioni

Tuttavia, secondo

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