
di Dafne Roat
L’analisi dei promotori del No: «Positivo vedere il dinamismo di tanti magistrati, una mobilitazione mai vista»
Il risultato non era scontato. «Temevo un testa a testa e soprattutto la vittoria del Sì dopo l’intervista su La7 della premier Giorgia Meloni e l’innalzamento del livello dello scontro, gli appelli alla pancia degli elettori. Era una campagna che faceva paura, ma i cittadini hanno capito». Alessandra Liverani, pubblico ministero a Trento e componente del Comitato per il No è soddisfatta. Non solo per l’esito del Referendum. C’è un altro dato positivo: «Il dinamismo di tanti colleghi, la partecipazione di magistrati che sono stati estranei alla vita associativa per tanto tempo, una mobilitazione mai vista».
«L’importante è il risultato»
Un dinamismo che ha risvegliato l’interesse dei cittadini per i problemi della giustizia: «Abbiamo cercato di fare un lavoro di sensibilizzazione molto ampio, con più di cento incontri, sia in centro che in periferia», osserva il presidente del Tribunale Luciano Spina. In città ha nettamente prevalso il No, con una percentuale di oltre il 60%, mentre in molti paesi delle valli ha vinto il Sì. «Credo che il motivo sia più che altro politico, sia stata fatta una valutazione




