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Chi era Paolo Cirino Pomicino, politico ed ex ministro Dc morto il 21 marzo. Il “viceré” che divenne Geronimo: mezzo secolo di politica

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di Marco Demarco

Protagonista assoluto della scena politica, dagli anni di Giulio Andreotti a quelli di Silvio Berlusconi. Nel 1993 finì nella tempesta di Tangentopoli e successivamente si firmò Geronimo portando scompiglio con i suoi pamphlet

È stato il Sisifo della rifondazione democristiana: instancabile nei suoi reiterati tentativi di sottrarre all’oblio il partito di Alcide De Gasperi. Ma, prima ancora, è stato protagonista assoluto della scena politica, dagli anni di Giulio Andreotti a quelli di Silvio Berlusconi. E anche oltre, sebbene in ruoli diversi, sempre pronto a farsi guida nel labirinto della vicenda italiana e internazionale. Ministro, stratega, tra i più potenti uomini politici della prima repubblica, Paolo Cirino Pomicino si è spento all’età di 86 anni, dopo aver affrontato con tenacia ogni forma di avversità, compreso il progressivo declino delle sue condizioni di salute.

Il segreto del suo protagonismo? Il consenso. Che si conquista, diceva, «promettendo moltissimo e mantenendo sempre, ma con il contagocce». Quando è finito nella riserva indiana degli ex, dopo Tangentopoli, si è firmato Geronimo e ha portato scompiglio con i suoi pamphlet. Una volta tornato sulla scena come consulente politico esperto in programmi elettorali, ghostwriter (del Cavaliere, ma anche di Daniela Santanché),

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