
di Simone Canettieri
La giornalista: basta odio, presto tutte le risposte. Giorgetti: «Il titolare dell’Interno non è collega di partito e il caso non è politico, al momento»
Lui non parla, lei dice che lo farà «il prima possibile». Eccoli: Matteo Piantedosi e Claudia Conte, il ministro dell’Interno e la giornalista. La storia è ancora avvolta nel mistero. Perché Conte ha deciso lo scorso 1° aprile di farsi chiedere, durante un podcast pubblicato da Money.it, della sua relazione con il titolare del Viminale? Chi è stato il mediatore che ha facilitato lo scoop — nell’aria dal giorno prima con un’altra intervista allusiva a Virgilio — al podcaster Marco Gaetani, giovane dirigente di FdI e voce di Radio Atreju?
Tutti ne parlano, si cercano risposte, si rincorrono dietrologie, intanto arrivano le prime certezze: la giornalista e scrittrice rischia di perdere le collaborazioni che l’hanno resa in questi anni una protagonista, con doti quasi di ubiquità, del jet set politico istituzionale del centrodestra, in Italia e all’estero.
Prima che scoppiasse il caso, Conte era stata scelta per essere di nuovo la madrina (a titolo gratuito) della festa della Polizia a Frosinone, il prossimo 10 aprile, a Largo




