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Casini sulle preferenze: «Elly e Giorgia, riflettete. Senza scelta degli eletti la politica verrà punita»

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di Marco Cremonesi

Il senatore: detestabile che decidano tutto i partiti

L’appello di Pier Ferdinando Casini, per Giorgia Meloni e per Elly Schlein: «Sulle preferenze, ripensateci». L’ex presidente della Camera, oggi senatore, interviene sulla legge elettorale appena presentata dalla maggioranza alla Camera e al Senato. E non ha dubbi: salvare le preferenze «è un fatto fondamentale per chiunque abbia a cuore la politica».

Perché considera le preferenze così cruciali?
«Nel 1994 io mi candidai contro Achille Occhetto a Borgo Panigale. Andò a votare, per quell’elezione, il 95% dei cittadini. Oggi si fa fatica ad arrivare al 50%. E io penso succeda proprio perché lo scettro è passato dalle mani del popolo a quelle dei capi partito, che oggi sono coloro che scelgono gli eletti. Il problema è che la responsabilità di ogni scelta è collettiva, anche mia, per tutte le leggi. Ma quando si sbaglia, bisogna correggere la rotta».

Insomma, i cittadini non si riconoscono più nei loro parlamentari?
«Ma certo. Una delle ragioni del dilagare dell’antipolitica è proprio il fatto che la gente non ha più i suoi interlocutori naturali. Lei provi ad andare in qualsiasi città e chieda a qualcuno: “Chi è il tuo parlamentare?”.

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