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Case della Comunità, è scontro in Piemonte: Riboldi replica alla Cgil e difende il piano sanitario

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di Simona De Ciero

L’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi risponde alle accuse dello Spi Cgil dopo il monitoraggio in oltre 40 presìdi: dai ritardi di Trofarello alla carenza di infermieri, fino ai servizi ancora da attivare

L’assessore alla sanità regionale del Piemonte Federico Riboldi risponde alle segnalazioni esito del monitoraggio fatto dallo Spi Cgil di Torino sulle Case della comunità della Città metropolitana. Dati rilevati in base ai sopralluoghi che, nel mese di luglio, hanno eseguito le volontarie e i volontari delle 27 leghe del sindacato pensionati, che hanno visitato tato oltre 40 presìdi delle Asl Città di Torino, TO3, TO4 e TO5. I volontari dicono di aver trovato «una rete che procede a doppia velocità con profonde differenze tra il capoluogo, la cintura e le aree montane».

Assessore, quante Case della Comunità della Città metropolitana sono oggi realmente operative secondo tutti gli standard del DM 77 e quante, invece, hanno soltanto aperto l’edificio o una parte dei servizi?
«Mi permetta una battuta: sembra che il nuovo ente certificatore del Pnrr sia diventata una sigla sindacale. Per fortuna non è così. Le Case della Comunità vengono verificate da organismi indipendenti previsti dal Pnrr e dalla Commissione europea, non

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