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Case a Torino, così la «rigenerazione urbana» spinge i prezzi: il fascino ritrovato di Vanchiglia, Cenisia e San Donato

di Gino Pagliuca

Nella città sabauda funziona il senso di appartenenza nelle zone preferite dai quarantenni e dagli studenti del Politecnico. Nella top ten svettano anche i palazzi liberty di San Donato e le aree con importanti esempi di archeologia industriale. Quotazioni elevate per Collina, in ripresa, e per il centro storico

I residenti di Vanchiglia si sentono più vanchigliesi che torinesi. Un sentimento di appartenenza che accomuna chi è nato nel quartiere e i molti che si sono trasferiti negli ultimi anni. A dirlo è Claudia Gallipoli, presidente della Fiaip (Federazione agenti immobiliari professionali) di Torino. «L’età media dei residenti di Vanchiglia è attorno ai 40 anni, più bassa che nel resto della città. I giovani ci sono sia per la vicinanza alle università ma anche attratti dalla movida e dal fermento culturale del quartiere, il preferito da scrittori, docenti universitari, giornalisti». Qui si trovano edifici con firme architettoniche illustri, come quella di Alessandro Antonelli che progettò diversi palazzi, come quello trapezoidale che i torinesi chiamano «Fetta di formaggio» e «Casa Antonelli», opera eclettica oggetto di rimaneggiamenti successivi che appare come un palazzo di quattro piani, mentre in realtà, grazie al gioco dei mezzanini, i livelli

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