
di Massimo Gaggi
L’ipotesi di uno stop temporaneo per far scendere i prezzi divide l’amministrazione. E preoccupa l’Ue
Diesel caos alla Casa Bianca. L’ipotesi di un blocco temporaneo delle esportazioni di gasolio per cercare di far scendere i prezzi sul mercato americano alla vigilia delle elezioni del 3 novembre sta provocando duri scontri dentro l’amministrazione e tra governo e industria. Di possibili interventi per cercare di calmierare i prezzi dei carburanti si parla da tempo ma fin qui tutte le ipotesi sono state scartate: blocchi dell’export sono difficili da attuare, rischiano di essere controproducenti se spingono le raffinerie a ridurre la produzione e il presidente rischierebbe un altro conflitto con la magistratura e la Corte Suprema, come avvenuto per i dazi.
Ma pare che l’umore di Donald Trump sia cambiato domenica quando il senatore dell’Iowa, Chuck Grassley, 93 anni, «grande vecchio» del Congresso e autorevolissima figura repubblicana, ha sentenziato: «II prezzo del diesel sta uccidendo l’agricoltura americana».
A un mese dal voto, col rischio di una rivolta dei coltivatori nelle urne e la possibilità di perdere un seggio senatoriale (quello di Ashley Hinson) anche in Iowa, Stato agricolo per eccellenza, pare che Trump abbia virato




