di Gino Pagliuca
Tra le dieci aree più interessanti spicca la «South of Prada», che si estende oltre la Fondazione della casa di moda, tra Porta Romana e il Vigentino. L’arrivo della metropolitana valorizza le ex periferie
Da Nolo a SoPra. L’anima internazionale di Milano, sempre più abitata e visitata da persone che vengono da tutto il mondo, affiora sempre. Anche dagli acronimi scelti per indicare i quartieri emergenti della metropoli.
Per lanciare la zona che va da viale Brianza alla prima parte di viale Monza — un tempo grigia, ora effervescente — ha avuto molto successo Nolo, che sta per North of Loreto. Potevano mancare emulazioni? No certo. La più gettonata oggi è SoPra, che sta per «South of Prada» e identifica l’area tra lo Scalo Romana e il Vigentino, oggetto della più ambiziosa operazione di rigenerazione urbana in territorio meneghino degli ultimi anni.
Alla Fondazione Prada, da cui tutto è partito — in un’area occupata da sedime ferroviario in gran parte inutilizzato, mulini industriali, fabbrichette, depositi abbandonati da anni — è seguito il grande progetto Symbiosis, con i suoi palazzi avveniristici e le piazze metafisiche, il Villaggio Olimpico, destinato ad ospitare uno studentato




