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Caro carburante, il camionista e il lusso del rifornimento: «Peggio che con il Covid, non sappiamo come finirà»

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di Emilio Randon

Lungo l’A4 con gli autotrasportatori dove il gasolio arriva a costare quasi 2.5 euro al litro: «Presto scenderemo in piazza a manifestare»

Il volgare gasolio, la nobile benzina, un mondo all’incontrario da quando la nafta è diventata l’Hermes dei carburanti. Il bestione sul quale viaggiamo ne consuma un litro ogni 4/5 chilometri, portiamo dieci quintali di taniche e siamo in fila con altri pachidermi per via di una bisarca capottata sullo svincolo con la Valdastico. Ho l’impressione che le taniche ridacchino. Sono da cinque litri, sono vuote e singolarmente pesano niente, tutte insieme, sistemate sui bancali formano un’assemblea di 100 quintali di plastica per un costo di tremila euro di cui 450 di viaggio.

Se ascoltate, c’è da imparare. Sono filosofe ed economiste. Parlano di questi nostri strani tempi di guerra, di petrolio alle stelle e si divertono. Igor Sartori, che il camion lo guida le conosce, ci ha fatto il callo, non noi che siamo mosche cocchiere. «Vedete? – dicono – di nostro, appena uscite dallo stampo, noi non costiamo quasi niente. Siete voi che ci fate belle, voi che ci scarrozzate. Lo sentite il motore che gira? Ecco, ad ogni chilometro che

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