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Carlo Nordio: «Dimettermi? No, ho ancora molto da fare. Ma qualcosa si fermerà»

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di Virginia Piccolillo

Il ministro della Giustizia: «Perdere le elezioni fa parte della politica, successe anche a Churchill. Limitare la custodia cautelare sarà più difficile»

Carlo Nordio, ministro della Giustizia: si dimette?
«No, perché?».

La riforma è stata bocciata.
«Fa parte della politica perdere le elezioni. Successe anche a Churchill, dopo la seconda guerra mondiale».

Ma lui l’aveva vinta…
«A maggior ragione. La sconfitta è stata più bruciante».

Fuor di battute?
«Non la considero una sconfitta personale. Era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l’impegno possibile. Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano. Ma non penso a dimettermi. Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno».

Quali?
«Ad esempio la limitazione della custodia cautelare potrebbe essere più difficile».

Anche la stretta sui trojan?
«Quella sta alla valutazione parlamentare. Certamente si fermerà il percorso per rendere più effettivo l’articolo 111 della Costituzione. Non rientrerà dalla finestra ciò che è uscito dalla porta».

Cambierete codice penale e azione penale obbligatoria?
«Adesso dobbiamo dedicarci all’efficientamento della giustizia: ai concorsi da bandire per completare la pianta organica dei magistrati e alla stabilizzazione del personale del Pnrr.

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