Allarme jet fuel in Europa: scorte in calo, prezzi alle stelle e rischio stop voli entro maggio. Bruxelles senza piano mentre cresce l’emergenza
Ci sono crisi che si annunciano con un boato e altre che si insinuano in silenzio, nascoste tra le pieghe dei bollettini tecnici, fino a quando non paralizzano un intero continente. Quella del carburante per l’aviazione appartiene alla seconda categoria. L’allarme messo nero su bianco da Aci Europe — l’associazione che raggruppa oltre 600 aeroporti in 55 Paesi — e recapitato sulle scrivanie dei commissari europei Dan Jørgensen (Energia) e Apostolos Tzitzikostas (Trasporti) non lascia spazio a interpretazioni: restano tre settimane. Ventuno giorni esatti prima che la carenza di jet fuel diventi sistemica, spegnendo di fatto i motori della connettività europea proprio alla vigilia della stagione estiva.
Non è allarmismo, è la fredda matematica della geopolitica che si scontra con l’incapacità strategica di Bruxelles. E per capirne la portata, bisogna guardare ai numeri e alla cruda realtà dei fatti.

La trappola di Hormuz e la bolla dei prezzi
Il cuore del problema pulsa nel Golfo Persico. L’Europa, che ha rinunciato alle forniture russe per ovvi motivi, dipende oggi per il 43% del suo fabbisogno annuale




