Parla il ct dell’Italbasket femminile che torna al Mondiale dopo 32 anni: “Il mio percorso partendo dal Molise, giocando all’aperto sotto la pioggia o al buio, è quello che più mi mette i brividi. La maglia dell’Italia ha un profumo diverso, siamo la nazione più bella del mondo. Zandalasini? La sua grandezza è non abbagliare ma illuminare”
Giornalista
21 marzo – 19:01 – MILANO
La storia dell’Italia di basket femminile al Mondiale per la prima volta dopo 32 anni, a pochi mesi di distanza dal bronzo europeo, ha il sapore della favola. Con il retrogusto della rivincita di un cerchio che si chiude perché a cementare le fondamenta di questo risultato, e di questo gruppo, c’è la voglia di rivalsa per quell’Italia-Lettonia quarto di finale a Eurobasket 2017, persa di un punto per un antisportivo ancora difficile da accettare, che allora precluse la qualificazione mondiale alle azzurre, oltre che un posto tra le prime quattro d’Europa. “Quell’esperienza, personale per alcune e raccontata alle più giovani che allora avevano visto le più grandi giocare, l’abbiamo ricordata più volte e sicuramente ha contribuito a creare lo spirito




