
di Maria Teresa Meli
Al Senato i due, occhi negli occhi, per due minuti. Poco prima tra i dem le tensioni sui voti a favore del forzista
Il Pd sarà pure «unito, anzi unitissimo», come ripetono la segretaria Elly Schlein e i suoi fedelissimi, ma fino a un certo punto… Di certo non è stata una scenetta idilliaca quella a cui hanno assistito ieri, nell’aula di palazzo Madama, i senatori presenti. Qualcuno (tra gli alleati dei dem) ha sgranato gli occhi, qualche altro (nel centrodestra) ha sorriso e si è dato di gomito quando Alessandro Alfieri ha raggiunto a grandi falcate Filippo Sensi e lo ha apostrofato duramente: «Che c…dici…». E giù insulti.
I due, occhi negli occhi, si sono fronteggiati tra i banchi per due minuti interi, che, a dispetto del numero, sono tanto tempo. Uno insultava, l’altro irridente replicava: «Alessandro vatti a sedere, vai al posto tuo…». Fosse successo per strada, a Roma, si sarebbe definita una «scena di coatteria», siccome è accaduto nell’aula di palazzo Madama quella lite è diventata «un acceso confronto».
Ma che mai era accaduto per arrivare a quel pubblico scontro? Per capire come è andata bisogna tornare indietro,




