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Cannabis terapeutica e pazienti interrogati, il caso piemontese arriva alla Camera. E la sinistra chiede di abilitare le farmacie

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di Simona De Ciero

Interrogazione di Marco Grimaldi (Avs) ai ministri dell’Interno e della Salute: «Persone con patologie hanno diritto a curarsi, non a essere intimiditi». La consigliera regionale Cera propone di modificare la leggere regionale

La polemica piemontese sui pazienti in cura con cannabis terapeutica arriva alla Camera. Il deputato torinese di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi, infatti, ha presentato un’iniziativa per chiedere al Governo di chiarire se corrispondano al vero le segnalazioni raccolte negli ultimi mesi: cittadini convocati in caserma dopo aver acquistato o ordinato un farmaco regolarmente prescritto, interrogati sulla terapia, sui medici curanti e sui canali di approvvigionamento, fino alla richiesta di mostrare screenshot di e-mail e messaggi privati. 

«Notizie gravi se confermate»

«Qui è in gioco la dignità delle persone e la tutela di dati sensibilissimi. Le notizie che in questi mesi abbiamo raccolto, a Torino ma non solo, sono tante e gravissime: pazienti in cura con cannabis terapeutica convocati in caserma come se fossero persone sospette, interrogati sulla propria terapia, sui medici curanti e sui canali di approvvigionamento del farmaco, fino a chiedere screenshot di email e messaggi privati» sostiene Grimaldi, chiedendo al ministero dell’Interno e al ministero della Salute

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