
di Serena Palumbo
La tecnica: video pucciosi sui social per attirare clienti, poi la trattativa in privato. A Villaricca 26 barboncini toy nascosti in un solaio sono stati liberati da carabinieri e Asl
Li esibiva sui social come fossero oggetti, piccoli trofei da mostrare in diretta per ore su TikTok, trasformando la sofferenza in spettacolo. Quella era la sua «vetrina»: un palcoscenico patinato fatto di cuccioli teneri, promesse rassicuranti e prezzi accattivanti. Poi, a telecamere spente, la realtà si faceva brutale. Gli animali venivano abbandonati sul solaio di un palazzo a Villaricca, in provincia di Napoli: soli, esposti alle intemperie, immersi tra feci e liquami.
Non si trattava di una sistemazione di fortuna, ma di un vero e proprio allevamento abusivo di barboncini toy, costruito con strutture in muratura, come mostrano le immagini girate dai militari dell’Arma. Gabbie recintate, ambienti separati e lampade riscaldanti per i cuccioli appena nati: tutto illegale. Un dedalo di spazi realizzati senza alcuna autorizzazione, pensato non solo per allevare, ma anche per vendere. Un negozio clandestino dove accogliere clienti attirati proprio dai social.
Ogni giorno, online, l’immagine proposta era impeccabile: annunci dolci, cuccioli perfetti, prezzi competitivi tra i




