
La decisione della Caf (sottomessa a Infantino) di assegnare 57 giorni dopo la finale il trofeo al potente Marocco padrone di casa segna un punto di non ritorno per un movimento già in affanno
18 marzo – 15:04 – MADRID
Il Marocco vince a tavolino, l’Africa insorge. Si ribella contro una decisione politica che non ha nulla di sportivo e che finisce di seppellire la pochissima dote di credibilità che ancora conservava il calcio africano come movimento complessivo. La Coppa d’Africa del 2025 ha segnato per sempre il torneo. Per vari motivi. Il primo: la competizione inizialmente prevista per l’estate del 2025 è stata spostata a Natale per far piacere alla Fifa che aveva lanciato il suo primo Mondiale per Club nelle stesse date del torneo africano. Il secondo: a Rabat la Caf ha deciso di far saltare la biennalità della Coppa d’Africa portando il torneo a cadenza quadriennale, sempre per far piacere alla Fifa. Una decisione che ha travolto la comunità calcistica africana. Il terzo: lo scandalo della finale tra Marocco e Senegal.
L’ARBITRO—
La nazione che ospitava il torneo doveva vincere a tutti i costi. Per santificare




